Ciclismo: sindrome della bandelletta ileotibiale

La sindrome della bandelletta ileo tibiale sebbene non sia un fenomeno specifico del ciclismo, da qualche tempo sta riscontrando molti casi anche in questo sport. Tale patologia consiste nell’infiammazione della parte terminale della “fascia lata”, problema che si manifesta a causa della frizione eccessiva e continuativa con il condilo laterale del femore. Essendo un problema molto frequente nei soggetti che praticano la corsa sportiva, viene definito anche ‘ginocchio del corridore’

Sindrome ileo tibiale nel ciclismo

Nonostante come abbiamo potuto vedere il problema non sia tipico di questo sport, i movimenti che vengono fatti possono essere causa di questa problematica. La bandelletta ileo tibiale infatti, rende ottimale la stabilità del ginocchio stesso, e regola i rapporti tra altre parti come il femore, la rotula e le ossa in genere della gamba.

A questo punto è chiaro che per evitare ogni problematica alle parti del corpo, in questo caso particolare al ginocchio, è necessario conoscere alla perfezione quelli che sono i giusti atteggiamenti da tenere quando si è alle prese con uno sport. Nel caso specifico il ciclismo, che specialmente a livello professionistico è fatto di posizioni e calcoli precisi per la postura.

Mantenendo dunque una postura scorretta, o mantenendo a lungo atteggiamenti fisici non idonei durante le pedalate, è facile incorrere in un problema fisico come quello del ‘ginocchio del corridore’. Il fenomeno che riguarda coloro che vanno in bicicletta, è quello per cui un atteggiamento anomalo provoca sofferenza alle parti interne della gamba, e preferenzialmente nell’area intorno al ginocchio.

In pratica, durante quella che è la fase di estensione e subito dopo quella di flessione della gamba, quel punto di movimento che i ciclisti conoscono come PMI (punto morto inferiore), si genera una frizione tra la bandelletta e il condilo laterale del femore. Alla lunga questa frizione genere un problema infiammatorio, che precluderà una libera e tranquilla attività fisica in seguito.

I movimenti del ginocchio e precauzioni

È dunque importante analizzare i movimenti del ginocchio durante le pedalate, per capire se le cose vanno bene oppure no. È ovvio che ognuno pedala a modo proprio, per cui questo prevede che non tutti avranno lo stesso livello di gravità della patologia. Analizziamo da vicino i movimenti:

  • Piano sagittale: trattasi di un’osservazione laterale del movimento, e riguarda in particolare l’area di estensione.
  • Piano frontale: trattasi di un’osservazione anteriore, che riguarda nella fattispecie gli spostamenti laterali.

Questo non solo aiuta a capire se il movimento che facciamo è corretto e quindi salutare per il proprio benessere, ma ci mostra eventuali accenni a problemi al ginocchio che ancora non si sono notati. È bene sempre rivolgersi agli esperti di biciclette per farla settare al meglio sulle proprie caratteristiche, sempre che non lo si sappia fare da soli.

Una bicicletta ben posizionata, permette a chi la utilizza di fare i giusti movimenti e quindi di evitare di sovraccaricare inutilmente gli arti inferiori. Ciò comporta una buona salvaguardia della propria salute, oltre alla possibilità di evitare grossi problemi alle proprie gambe.

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