La salita alla Madonna del Ghisallo

Un luogo straordinario, suggestivo e struggente, anche perché legato ai tanti, sempre troppi, che hanno perso la vita andando in bicicletta: il santuario della Madonna del Ghisallo è, nonostante le ridotte dimensioni, il luogo più significativo per gli amanti delle due ruote. Qui, passando attraverso il passo del Ghisallo, si trova un posto dove il ciclismo e i suoi caduti sono rappresentati e ricordati in ogni angolo. Il santuario stesso è dedicato alla Madonna del Ghisallo che, per volontà di Papa Eugenio Pacelli, Pio XII, è stata proclamata patrona di tutti i ciclisti. Correva l’anno 1949 e da Roma partì una fiaccolata in bicicletta per celebrare l’evento e gli ultimi due ciclisti furono nientemeno che Bartali e Coppi.

Il santuario

All’interno del santuario sono conservate le bici di Casartelli (deceduto durante il Tour de France del 1992), quelle di Coppi e Moser, così come le maglie di Marco Pantani e di tanti altri ciclisti, meno noti al grande pubblico ma che hanno dato, in tutti i sensi, la vita per la bicicletta e qui trovano il ricordo dei tanti che durante tutto l’anno vengono a portare il loro tributo. Dato il legame profondissimo con la fede e con la Madonna, sono in tanti che vengono qui per ricevere una sorta di battesimo della loro bicicletta, per una benedizione o per una preghiera perché coloro che ci hanno preceduti intercedano per le singole necessità, soprattutto di protezione quando si è in bici. Il santuario è a 754 metri sopra il livello del mare, un’altezza non molto impegnativa per i ciclisti.

Madonna del Ghisallo

Autore della foto: CC BY-SA 3.0, Collegamento

Il percorso del passo del Ghisallo

Per raggiungere il santuario in bicicletta tramite il passo del Ghisallo è possibile utilizzare una bici da corsa, soprattutto perché la strada è asfaltata e il primo tratto è quasi completamente pianeggiante, anche se bisogna prestare attenzione al traffico locale, sia di ciclisti che di automobili. La seconda parte del percorso è più impegnativa, ma allo stesso tempo gratificante per la vista e l’anima, data la sconfinatezza dei paesaggi che è possibile ammirare e contemplare. Una volta raggiunto il santuario si può decidere di tornare indietro o di proseguire fino a Bellagio o a Sormano, oppure inforcare una delle salite a disposizione degli amanti delle due ruote.

Le tappe

Si parte da Monza, precisamente da Villa Reale seguendo la strada provinciale che porta a Carate Brianza. Da qui si esce per Verano direzione Erba, percorrendo parte delle strade utilizzate anche durante il Giro di Lombardia. Quando si è giunti ad Erba si prosegue verso Canzo, cominciando la vera e propria salita; quindi si arriva a Longone al Segrino, quindi il Lago del Segrino, quindi Canzo e infine Magreglio, l’ultimo step prima dell’ultimo tratto del passo del Ghisallo che conduce dritto, anche se in salita, fino al santuario. La fatica delle ultime salite, percorse abbracciati e guidati dai monti e dai paesaggi locali, viene completamente ripagata quando si giunge in cima; si è compiuto un pellegrinaggio più che una semplice pedalata, un atto dovuto ai tanti che sono morti sulla bicicletta e che ancora vivono nel ricordo dei tanti che hanno conosciuto e nelle preghiere che si elevano incessanti dall’interno del santuario della Madonna del Ghisallo.

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