La parenzana pista ciclabile da Trieste a Portorose

Il percorso della Parenzana, con una lunghezza di circa 140 chilometri, è una pista ciclabile estremamente affascinante che attraversa tre differenti Stati: Italia, Slovenia e Croazia. La sua particolarità deriva dal fatto che una parte del percorso si estende sull’ex linea ferroviaria a scartamento ridotto, costruita dall’Impero Austro-Ungarico nel 1902. Questa interessante opera di ingegneria collegava Trieste con 13 stazioni fino ad arrivare a Porec, in Croazia.

Purtroppo, oggi non è più possibile seguire il percorso originario da Trieste a Parenzo; l’espansione della città e della zona industriale, infatti, ne hanno occupato il tracciato. Il tratto iniziale di quello che è stato trasformato in un percorso ciclabile si può rintracciare, comunque, alla foce del Rio Ospo, a 2 chilometri circa dal centro di Muggia.

Come si presenta il percorso

Questa particolare pista ciclabile presenta un fondo misto; in parte è su terreno asfaltato, in parte su strada sterrata o ghiaia. Il dislivello non è eccessivo ed è pari a circa 1350 metri, con pendenze lievi; tuttavia, a causa della lunghezza non indifferente dell’itinerario e a causa del numero consistente di salite, non è consigliabile a chi è poco allenato.

Il percorso è molto vario e pieno di attrazioni artistiche e naturali, segnalate da appositi cartelli; si attraversano tunnel e viadotti, ma si arrivano a percorrere anche tratti di terra e ghiaia immersi nel verde. Per questo motivo, è consigliabile munirsi di una bicicletta che sia adatta a reggere un fondo sassoso (come una MTB, ad esempio) e che abbia una buona luce, considerando che alcuni tratti sono completamente al buio e sconnessi. Chi desidera affrontare il percorso senza affaticarsi troppo, potrebbe salire in sella ad una bicicletta con la pedalata assistita per affrontare senza difficoltà uno dei dislivelli più alti presenti lungo il tragitto, Grisignana (297 metri).

Il periodo migliore per affrontare la Parenzana è senza dubbio quello compreso tra maggio e giugno; in questo periodo non c’è ancora troppo caldo (vi sono molti tratti scoperti e sotto al sole) e non vi sono ancora i turisti che affollano le spiagge.

Alcune tappe caratteristiche

Prima di attraversare il confine e finire in Slovenia, il percorso passa proprio nel tracciato originale della ferrovia, dove incontra un piccolo ponte in pietra. Olrepassando il confine con l’Italia, si raggiunge una delle stazioni meglio conservate, Decani (ora sede di un’abitazione privata).

Il percorso, in questi primi tratti, è davvero piacevole ed è possibile immergersi nei colori della natura e nei profumi dei vigneti; poi, si snoda lungo una strada per lo più asfaltata, fino a raggiungere Capodistria. Qui la pista ciclopedonale corre sul lungo mare fino ad Isola, per poi prendere la direzione dell’entroterra. Proprio in quest’area è possibile effettuare una sosta in prossimità di una stazione di servizio, nella quale è conservata una locomotiva originale della Parenzana.

Successivamente, il percorso raggiunge il monte Luzzan; con i suoi 544 metri, il tunnel che lo attraversa è il più lungo di tutto il percorso. Fortunatamente, si presenta illuminato ed asfaltato. Superato quest’ultimo tratto, la vista può finalmente perdersi e raggiungere Portorose, posta in basso.

Foto by Vid Pogacnik (Own work) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC BY 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/3.0)], via Wikimedia Commons.

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