Tour dei laghi in bici sui Nebrodi

Se la vostra prossima meta delle vacanze è la Sicilia e se amate la mountain bike organizzate un tour dei laghi in bici sui Nebrodi: non ve ne pentirete. Qui ha sede l’omonimo parco naturale isolano, il più grande di tutta la regione.

Si tratta di poco meno di 900 chilometri quadri di natura incontaminata e, almeno in determinate microaree, unica al mondo. Potrete imbattervi infatti in animali selvatici ormai raramente visibili nelle nostre città, in suggestive distese d’acqua, in antichi ruderi che testimoniano un passato non del tutto dimenticato e via discorrendo. Insomma: ne varrà davvero la pena!

In bici sui Nebrodi

Vi avvisiamo sin da subito: percorre in bici questo tratto della Sicilia significa inerpicarsi su lunghe e faticose strade in salita. Non è raro neanche incappare in piccoli sentieri scoscesi o non ancora del tutto asfaltati. Inoltre, soprattutto se non avete una tabella di marcia ben precisa da rispettare, non vi sarà facile resistere alla tentazione di accantonare per un attimo la bici ed immergervi nelle acque di fiumi e laghi montani.

Alcune delle cittadine che attraverserete stuzzicheranno la vostra curiosità di turisti e, a dirla tutta, non sarà facile opporsi ai profumi ed ai sapori di questa terra. Insomma: il tour in bici sui Nebrodi richiede un certo impegno ed una certa determinazione. Come vi abbiamo già detto però non vi pentirete di aver portato a termine la missione.

Itinerario: da Randazzo a Maniace

Vediamo allora di preparare una traccia, un abbozzo di itinerario a cui far riferimento. Vi suggeriamo di partire dalla bella Randazzo, una cittadina catanese che conserva ancora molte testimonianze risalenti al periodo medievale. Da qui imboccate la SS 116 che congiunge questo suggestivo borgo con Capo d’Orlando. Da quelle parti il mare è di un azzurro incredibile, ma voi tentate di mantenere la rotta. Dirigetevi perciò verso Santa Domenica Vittoria. Passerete così sul ponte che sovrasta l’Alcantara. Con questo appellativo i siciliani indicano uno dei loro fiumi più importanti nonché la relativa cascatella che esso forma sulle rocce. Attorno a tale meraviglia sorge un importante parco fluviale.

Alla terza curva girate a sinistra. Ad un certo punto vi imbatterete nel Demanio di Baiardo Santa Maria del Bosco. Bene: siete sulla traiettoria giusta. Proseguite perciò pedalando in salita tra splendidi paesaggi naturali e panorami mozzafiato. Vedrete la schiena dell’Etna, ancora l’Alcantara e vari boschetti. Se l’idea vi piace da qui potrete approfittare per un’escursione sul vulcano Etna. Magari organizzatevi in tal senso in modo da poter pernottare in un albergo e riprendere quindi il tour il giorno successivo.

Raggiungete quindi il cancello Baiardo, superatelo e giungete all’area attrezzata di Santa Maria del Bosco. Proseguite ancora in salita per circa un chilometro, poi arginate la frana percorrendo il vicino viottolo. Quando la strada si allarga, raggiungete il cancello di legno e svoltate a destra sino a ricongiungervi con il sentiero interrotto dalla frana. Pedalate verso sinistra fino a San Giacomo, quindi attraversate una nuova sponda dell’Alcantara ed immettetevi sulla strada per Floresta. Magari approfittatene per una nuova sosta: da queste parti la tradizione enogastronomica è a dir poco invidiabile (ad ottobre c’è un’importante manifestazione enogastronomica). Vi consigliamo soprattutto di assaggiare i formaggi locali (ricotta infornata, provola e vari prodotti caseari a pasta dura), i salumi (su tutti il salame di suino nero dei Nebrodi), il vino ed il “pane di casa”. Attenti però a non abbuffarvi perché la strada è ancora lunga.

Adesso, per quanto precise possano essere le nostre indicazioni, proseguite soltanto in compagnia di una guida: non si sa mai. Soltanto un esperto sarà in grado infatti di condurvi sani e salvi alla foce dell’Alcantara, alle sorgenti di San Giacomo ed al vicino monastero. Salutata la guida, immettetevi nuovamente sulla SS 116, ma stavolta spostatevi dalle parti di Tortorici.

Percorsi un paio di chilometri, appena a sinistra, noterete un viottolo. Bene: imboccatelo sino a raggiungere la Dorsale dei Nebrodi prima e la Portella Castagnera poi. Proseguendo verso sud passerete nelle vicinanze del Lago Pisciotto nei pressi del quale sarebbe interessante fare una sosta per il birdwatching. Qui troverete tra l’altro fiori di ogni tipo, paesaggi brulli, macchia mediterranea e varie specie animali allo stato brado.

Lasciandovi il lago alle spalle, proseguite in direzione del Simeto e quindi del Lago Trearie. Tra il crinale dell’Etna e quello dei Nebrodi troverete anche il Monte Solazzo e quindi il poggio dei Cartolai con annesso lago. Percorrete adesso la strada in discesa immettendovi in un piacevole boschetto. Giunti al cartello per le Case San Paolo girate a destra in modo da raggiungere l’omonimo lago. A questo punto dominerete con lo sguardo tantissimi profili montuosi, il vicino paese di Maletto, fiumi e rivoli d’acqua.

Dirigetevi quindi verso Torrente della Saracena e verso l’area attrezzata di Margio Salice. Pedalate poi in direzione di Maniace, quindi della Ducea di Nelson ed infine della SS 120. Da qui girate un’ultima volta verso sinistra. Dopo una quindicina di chilometri avrete raggiunto nuovamente Randazzo, vostro punto di partenza.

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